Header Image

Cristina Donadio

Attrice

BIO: Il grande guardaroba di parole, storie e personaggi in cui Cristina Donadio si è immersa apre le sue porte nel 1977: fu allora che, dopo essere stata scoperta da Geppy Gleijeses ed essersi unita al seguito di una leggenda del teatro napoletano come Nino Taranto, l’attrice nata a Posillipo mosse i primi passi sul palcoscenico, per non abbandonarlo più. L’attrice cresce negli anni passati con i grandi maestri come Eduardo De Filippo, Aldo Giuffré o Aroldo Tieri, e poi emerge a fianco di una nuova generazione di drammaturghi e attori come Annibale Ruccello e Stefano Tosi – suo marito e ideatore con lei della compagnia Il Sole e La Luna – scomparsi entrambi in un tragico incidente nel 1986. Fra tragedia classica o testi contemporanei, teatro di figura o tradizionale, Cristina Donadio continua a collezionare incontri con personaggi, le cui vicende attirano l’attenzione dell’attrice diventata autrice e regista: affascinata da una pagina letteraria o da un’opera d’arte per i suoi monologhi Cristina parte alla ricerca di figure come Marguerite Duras, Frida Kahlo, Tina Modotti, che interpreta nei suoi monologhi entrando completamente nel personaggio. Queste rappresentazioni sono parte ormai integrante del lavoro dell’artista, una tradizione che continua con il prossimo spettacolo che la vedrà interpretare Kiki de Montparnasse, musa di Man Ray e figura dai contorni tragici che ha affascinato la scena parigina degli anni ‘20 tra Modigliani e Cocteau. Ma il bagaglio di vite e storie di Cristina Donadio non ha solo il carattere effimero e diretto della performance teatrale: dal 1978 l’attrice comincia una carriera parallela nel cinema, dove riversa il medesimo impegno nel divorare i personaggi finché non sono diventati parte di lei. Da ‘Nel Regno di Napoli’ di Werner Schroeter al prossimo impegno con l’amara commedia ‘La parrucchiera’ di Stefano Incerti, le cui riprese sono programmate ad agosto 2016, Donadio non ha limiti di registro: dramma, ironia, farsa sono nelle corde di un’interprete che sul grande schermo si è imposta con ruoli principali di forte impatto, soprattutto da ‘Libera’ in poi, la prima collaborazione con Pappi Corsicato per il quale torna a recitare ne ‘I vesuviani’, ‘I buchi neri’ e ‘Chimera’. Gli incontri di fronte alla cinepresa sono tanti, da Andrea Camilleri a Klaus Kinski, da Fabrizio Bentivoglio a Ben Gazzara, da Alberto Bevilacqua a Pier Giuseppe Murgia, ma l’impegno nel catturare l’essenza di un personaggio non viene meno anche fra cinema e tv. Lo ha dimostrato di recente l’interpretazione di Sciànel nella seconda e terza stagione di ‘Gomorra – La serie’: per restituire un racconto dell’orrore Cristina usa l’esperienza maturata nel mettersi in gioco senza pudori, ricercare i propri demoni, e infine dare corpo e voce a una figura dai contorni reali e non solo archetipici. Non nuova alla televisione, tra film per il piccolo schermo e fiction, con la serie Sky Donadio continua anche un percorso tra forme di comunicazione che portino in avanti il linguaggio sfidando le convenzioni stabilite. Una ricerca che per lei a teatro non si è mai conclusa, ora integrando canto di pancia e musica jazz nei suoi iconici ritratti femminili, ora lavorando con figure centrali del teatro e della letteratura napoletana come Mario Martone o Valeria Parrella, incontrati sul palco soprattutto negli ultimi anni. Il sodalizio più importante nella nuova drammaturgia napoletana è però quello con l’autore e regista Enzo Moscato, una collaborazione scenica profonda avviata come attrice e collaboratrice nei primi anni ‘90, e che a ottobre si ripeterà con il classico contemporaneo ‘Bordello di mare con città’ al Teatro Bellini di Napoli per la regia di Carlo Cerciello, in cui Cristina Donadio interpreterà la prostituta Madamina, nuovo ruolo di impatto per un’attrice dai tanti volti. L’ultimo spettacolo è “Le baccanti” regia di Andrea de Rosa rappresentato al Teatro Grande di Pompei e poi in turnè. “Per ogni personaggio che voglio raccontare parto da un’esigenza personale – dice l’attrice – Scelgo una vita in cui voglio entrare, e ancora rimango stupefatta dalla curiosità di capire che richiede il mio lavoro: ma dopo essermi vestita con i panni, le vicende e le parole della persona che devo interpretare, cerco una distanza. Il bagaglio degli attori è sempre pieno, e qualche volta bisogna fare spazio per alleggerirlo e poter continuare a camminare”. Nel 2018 l’ abbiamo vista nell’ ultimo film di Edoardo de Angelis: “Il vizio della Speranza”.

EDIZIONE: Cavacon19